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@Storytelling Day 4 – Giordania 2015

“Finchè avrò qualcosa state sicuri che la offrirò sempre ai miei ospiti”

Siamo ogni volta molto colpiti dell’ospitalità con cui le famiglie ci accolgono, anche se entriamo nelle loro vite per poco.
Di giorno ci spostiamo con il bus giallo che la Caritas ci ha messo a disposizione. Ormai la musica e le canzoni arabe che mette l’autista ci escono dalla testa. Ma servono per creare la giusta atmosfera, per capire la cultura del posto e sentire cosa amano ascoltare.
Questo, però, fino a quando non si esce dalla città di Al Mafraq. Dove non ci sono più edifici o case. Ci sembra di non sentire più la musica. Tutto cala in un silenzio ed inizia il deserto. Quello vero. Non quello che si vede nei soliti documentari o nei film.
È quel tipo di deserto che descriveresti appropriatamente con una sola parola: desolazione.
Cominciamo ad intravedere dei tendoni e sappiamo che è quella lì la nostra destinazione.
Dalle tende escono gruppetti di bambini che ci vengono incontro a salutare. Sono tutti incuriositi dall’attrezzatura che portiamo con noi.

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Ci leviamo le scarpe o sandali ed entriamo nella loro “casa”. Ci accomodiamo per terra sopra dei tappeti e se va bene riusciamo a metterci un cuscino sotto il culo ed immediatamente ci viene offerto da bere.
Due tazze di caffè arabo: una perché siamo ospiti, l’altra per donarci felicità!
“È una tradizione siriana” – dice il capofamiglia.
Iniziano le riprese e noi ascoltiamo.
Ascoltiamo storie di gente che non ha quasi più niente e che prende l’acqua da cisterne di plastica che stanno tutto il giorno sotto il sole; storie di bambini che non hanno la possibilità di andare a scuola e che giocano nel deserto con pezzi di plastica e molta fantasia.  Ogni storia è un pugno nello stomaco.

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Nel tardo pomeriggio ci trasferiamo ad Amman perché abbiamo un grande impegno. Abbiamo invitato a cena il vescovo di Giordania monsignor Maroun Lahham e lui ha accettato.
Dobbiamo fare bella figura e per fortuna abbiamo a disposizione degli assi nella manica: una sopressa fatta in casa da un nostro amico e due grappe rigorosamente bassanesi.
La cena non può andare male.
Novità, idee, sorprese, decisioni, promesse, impressioni e nuovi
programmi usciranno domani.
#Jordan2015 #NonDallaGuerra
Published on: 19 agosto 2015
Posted by: Matteo Mabilia