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@Storytelling Day 3 – Giordania 2015

“La guerra mi ha tolto tutti i sogni che avevo”
Questa è una delle frasi che i giovani (nostri coetanei) ci dicono più spesso.
Quando ragazzi della nostra età, se non più giovani, ci dicono questo ci sentiamo presi in causa.
Cos’hanno fatto per meritarsi ciò?
La guerra porta via tutto, ti fa cambiare piani e tu devi adattarti, spesso cercare di fare il possibile per sopravvivere.
Sentirsi privati dei propri sogni non credo neanche si possa chiamare “sentimento”. Essere privato dei propri sogni è veramente un’ingiustizia e davanti a questa ingiustizia ti senti impotente.
Quello che possiamo e che dobbiamo fare è far sì che tutto ciò non accada più.
Il documentario è una via, uno strumento, un mezzo per dire questo. Per dire basta alle ingiustizie, alle discriminazioni, alle guerre.
Anche oggi abbiamo visto una conferma di ciò dagli incontri fatti.
I messaggi che ci vengono lasciati sono forti, pieni di valori, di speranza e di voglia di cambiare.
Oggi abbiamo incontrato Sahar, una ragazza siriana di 19 anni. Lei sognava di diventare dottoressa per aiutare i disabili. Questa speranza è rimasta, lo vuole ancora. Ma è una speranza segregata in muri invalicabili, astrattamente coperta da cumuli di sabbia e concretamente chiusa da confini insuperabili, confini dello stato giordano.
In questi giorni ci siamo sempre chiesti cosa cambi la guerra nella vita delle persone.
Perchè Sahar e Bashar (ndr. articolo precedente) non possono andare all’università come hai fatto o come stai facendo o come farai tu nella tua vita?!
#Jordan2015 #NonDallaGuerra
Published on: 18 agosto 2015
Posted by: Giovanni Zambon