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Pasqua 2017 – Day 10

C’è clima di festa in casa. Ci agghindiamo per bene svegliandoci tutti con il sorriso. È strano per me vedere tutti noi in camicia invece che con le solite magliette non stirate e non certo pulitissime. Si percepisce subito che oggi è una giornata diversa dalle altre: è Pasqua! Mi preparo alla celebrazione. Come gli altri giorni, i membri della parrocchia mi accolgono calorosamente, pronti a festeggiare insieme questa giornata. Durante la messa cantiamo in italiano; l’organista tenta di capire gli accordi del canto e si unisce a noi.

Dopo gli auguri ai membri della comunità e un buon caffè arabo, mi sposto in centro ad Amman per il pranzo. Nel primo pomeriggio proseguo verso Jarash, città dalle antiche rovine romane a nord di Amman. Mi accoglie uno spazio grandissimo, una moltitudine di colori, voci e persone. Tutti cercano di farmi comprare qualcosa… cedo alla tentazione, ma è ora di andare. Visito le rovine. La luce, la sabbia, i colori mi ricordano Petra. L’atmosfera che respiro è al tempo stesso simile e diversa rispetto a quella degli altri giorni. Cammino tre le rovine, sento la sabbia che scorre sotto i miei piedi, il calore che proviene dal terreno mi scalda, ascolto il richiamo islamico alla preghiera ed è come se tornassi indietro nel tempo, come se mi trovassi nello stesso luogo, ma secoli e secoli fa.

Il resto del pomeriggio prosegue diversamente rispetto ai giorni precedenti. Il gruppo si è diviso in maschi e femmine. Il piano è preciso: bagno turco per gli uomini e passeggiata nella downtown per le ragazze accompagnate dalle irachene della comunità dove abbiamo passato la settimana Santa. Mi sorprende il modo in cui mi accolgono, è strano perché non conosco i loro nomi, e chissà se loro si ricordano il mio, ma le attenzioni che mi riservano sono speciali. Stavano passando la Pasqua con la loro famiglia, ma mi dicono che sono contente di passare del tempo con noi, perché queste sono occasioni più che rare. Il nostro tempo insieme trascorre tra narghilè, chiacchiere e the alla menta.

Raggiungiamo i ragazzi per la cena, e che cena!

Nonostante ci siano altri due giorni di viaggio, questa ultima sera in Giordania mi sembra proprio la fine di qualcosa, la fine del viaggio. Eccoci qui, per le strade di Amman, mentre in cerchio salutiamo tutte le persone che ci hanno accompagnato in questa settimana Santa: i membri della parrocchia, i focolarini, Abouna Wissam… cantiamo, battiamo le mani, ridiamo, parliamo a voce alta… i passanti ci guardano strano, ma a noi non interessa, vogliamo goderci questi ultimi momenti con loro. Dire “addio” non è mai facile, soprattutto se le persone che saluti sono ormai parte del tuo cuore, la tua nuova famiglia. C’è un po’ di tristezza nell’aria, ma c’è anche la consapevolezza che si tratta dell’inizio di una nuova storia, perché un addio, anzi, un arrivederci, non è mai fine a se stesso, ma è sempre l’inizio di una nuova relazione. Ci scambiamo contatti, mail e numeri di telefono. C’è già nei nostri cuori il desiderio di creare qualcosa insieme per il futuro, che sia un altro viaggio o un campo scout internazionale. Chissà, magari un giorno ci incontreremo ancora, inshallah

Published on: 18 aprile
Posted by: nicola