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Day-telling 5 | YWPC 2017

Oggi la giornata comincia con un ritmo decisamente più rilassato rispetto ai giorni scorsi. Manca sempre meno al World Peace Forum: ormai contiamo le ore che ci separano da questo importante evento, per il quale tutti ci stiamo preparando al meglio. Infatti, stamattina partecipiamo ad un training di formazione curato da Donata, ragazza canadese del movimento dei Focolari. Nella prima parte, condividiamo con i nostri nuovi amici il significato del nostro nome: questo scambio ci fa notare che una cosa che diamo per scontata e che sembra quasi insignificante, è in realtà ciò che ci rende unici e capaci di relazionarci con gli altri. Ci concentriamo poi sulle bellezze dei paesi europei e del Medio Oriente, per far emergere ciò che abbiamo in comune al di là delle differenze culturali che si possono notare.

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All’improvviso, siamo interrotti da un gruppo di sufisti provenienti da vari paesi che ci rallegrano con alcune loro danze tipiche e si trattengono con noi anche per il pranzo. Il flash delle macchine fotografiche usate per immortalare questo momento di gioia accompagna l’arrivo dei bambini Iracheni con i quali, alcuni di noi, passano l’intero pomeriggio, tra giochi improvvisati, merende deliziose e brillanti colori per dipingere i loro stanchi visi. La giornata prosegue con alcune visite in casa. Per la prima volta, entriamo in contatto con una famiglia Irachena, dove siamo sorpresi nell’incontrare Salaam, un ragazzo che parla un inglese davvero invidiabile e con cui intavoliamo una bella chiacchierata. Il discorso si dirama tra moltissimi argomenti: la situazione politica di Giordania, Iraq e Turchia, il suo personale rapporto con Dio e la sua idea di pace. Per lui, questa deve essere una scelta consapevole, da rinnovare, giorno dopo giorno. Ci parla delle sue sofferenze, del suo vissuto e dei segni indelebili lasciati sulla sua pelle dopo l’esplosione di una auto-bomba nella sua università mentre era in Turchia. Ma non mancano i momenti di gioia quando ci narra dei suoi viaggi e delle sue passioni, una fra tutte la lettura. Quando però chiediamo cosa si aspetta per il futuro, rimaniamo basiti nel constatare la sua perentoria risposta: “Non esiste un futuro”.

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Nonostante questo, ci invita a riflettere sull’importanza di ciò che stiamo vivendo, in modo da mantenere viva la fiamma di pace che arde dentro di noi. Ormai si è fatto tardi, ringraziamo Salaam e la sua famiglia per l’ospitalità, raccogliamo tutti i JD rimasti nelle nostre tasche e partiamo alla volta del centro città: direzione ristorante. Cena sostanziosa, qualche tiro di shisha, allegri balli di gruppo e siamo pronti per coricarci. Domani ci aspettano grandi cose…

 

Davide, Clara, Monica, Chiara

Published on: 22 settembre
Posted by: nicola