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Day 15 – Incontri

Ci svegliamo con calma. È domenica. Si stacca dalle attività e ci si prende un attimo per noi. Biscotti, ciambelle, pane, nutella: si inizia.

Ci troviamo in cucina con le nostre amiche irachene, si taglia la carne, si preparano le verdure seguendo le istruzioni di Vivian e Diana, ci si immerge in questa nuova cultura culinaria. Il suono di una campana interrompe le chiacchiere e ci porta in chiesa.
Un’enorme corona di spine racconta una realtà difficile e quella tipica melodia araba ci circonda. Nonostante i diversi chilometri di distanza che ci separano da questo paese ci sentiamo a casa.

Ci si immerge nuovamente in quell’atmosfera di calore, profumo e colore della cucina. La pelle del tamburo vibra in modo ritmato accompagnando una serie di accordi che allietano l’ambiente. C’è aria di festa. Condividere il pranzo preparato insieme alle tre famiglie irachene dà tutto un altro gusto al cibo, la “dolma”, piatto speziato e ricco di sapori.

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Il pomeriggio dà spazio ad ognuno per dedicarsi a ciò che preferisce, prima di salire sul pulmino giallo che ci porta verso il Mar Morto. Usciamo, il calore è impressionate, sembra di essere all’interno di una sauna, ma il panorama è strepitoso e affascinante. Ci sediamo in cerchio e iniziamo a leggere alcune righe di una storia che servirà ad introdurre un momento introspettivo e di riflessione personale.

Sentiamo il suono di una sirena, è una volante della polizia che ferma da principio quello che stavamo andando a fare, poi ne arrivano altre e veniamo “caldamente” invitati a cambiare posto. “Yalla!”, partiamo e ci spostiamo poco più avanti costeggiando il mare.

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Finalmente si può iniziare, l’atmosfera è quella giusta: il silenzio è disarmante, sembra di sentire i pensieri di tutti aleggiare nell’aria. Il sole è immenso e la luce genera colori e ombre di un’armonia unica, sull’acqua è riflessa tutta la catena montuosa e la base delle montagne crea una perfetta linea retta che divide a metà il mare. Quest’ultimo è uno specchio immobile.

Dopo circa un’ora siamo tutti nuovamente insieme e chi sente il bisogno può condividere i propri pensieri, poi si va uno per volta a bruciare nel falò ciò che si è scritto. Finito questo momento possiamo cenare seduti in cerchio, la cena finisce presto ed è subito ora di rientrare. Nel pulmino l’energia è impressionante e si canta a squarciagola.

In un istante siamo già come per magia a “casa”.

La giornata è finita, ognuno ha qualcosa di diverso, qualcosa in più da portare dentro: una consapevolezza nuova.

“La lumaca parte per conoscere il suo nome; qual è la ragione che spinge noi a partire?”

Tratto da Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza di Luis Sepúlveda

Carlotta e Luca

Published on: 8 agosto
Posted by: Matteo Mabilia

Photo Credits: Agnese Centomo