Il Covid-19 tra Israele e Palestina

Khan al Ahmar, Cisgiordania - Foto: Rima Essa / B'Tselem

Il Covid-19 tra Israele e Palestina

Cosa sta accadendo in Israele e nei territori palestinesi a seguito della diffusione della pandemia di Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Marta Serafini, giornalista della redazione esteri del Corriere della Sera. 

Sono al momento 320 i casi di Coronavirus registrati all’interno dei territori palestinesi e Gaza, numero che potrebbe però rischiare di salire in fretta a causa delle condizioni di vita dei palestinesi, che spesso vivono in abitazioni e contesti angusti ad alta densità.

Per chi vive nella Striscia di Gaza la situazione potrebbe diventare ancora più critica a causa della difficoltà ad accedere a cure mediche. Una realtà già al collasso, dove l’acqua è in gran parte non potabile e i blackout elettrici sono la norma. Secondo l’ong Physicians for Human Rights, i posti in terapia intensiva in tutta la Striscia sono appena 70. 

Paradossalmente, fino ad ora, il contagio è rimasto contenuto grazie alle condizioni di isolamento pre-esistenti che da 13 anni limitano le libertà della popolazione araba sulla Striscia di Gaza,

In Israele, invece, i numeri sono decisamente più alti, con 14.592 contagi e 191 decessi. Questa situazione tiene conto anche del fatto che la branca più ortodossa della comunità ebraica continua a rifiutarsi di seguire i provvedimenti imposti dal governo come il lockdown ed altre limitazioni previste per cercare di contenere il diffondersi del Covid.

Dal punto di vista politico, dopo una lunga crisi, Israele ha annunciato un governo di coalizione tra Netanyahu e Gantz, con una rotazione della premiership. Nonostante le accuse di corruzione Benjamin Netanyahu, in carica ormai da più di 10 anni, torna ad avere il potere in Israele essendo il primo Primo Ministro a salire in carica nel nuovo sistema a rotazione che lo vedrà alternarsi con Benyamin Gantz. Non sono mancate in questo senso le proteste che hanno accusato il neonato governo di voler militarizzare ulteriormente la società israeliana e di approfittare della situazione per continuare ad annettere i territori palestinesi della Cisgiordania ad Israele.

Da parte loro, gli Stati Uniti, nonostante la decisione di Trump di tagliare i fondi, hanno deciso di riattivare gli aiuti alla popolazione arabo-palestinese per evitare la diffusione del virus tramite il supporto all’agenzia Onu di supporto ai territori palestinesi.

 

ph: Rima Essa / B’Tselem