Refuge Years

Refuge Years

From tents to caravans to poorly constructed homes we saw different faces, heard different stories, but the reality that we felt was identical! It did not differ one bit.

There exists a somehow fictive reality that stands out which they live everyday but we might not see or feel.

The “Refuge Years” where man does not live as he should and child does not grow and age as he should. Where their being is being shook as it is and left in shock.

In my eyes it was crystal clear, what the “refuge years” have done and this huge mark it has left.

I saw men and women who have lost their judgement and the hope in a well secured future. This journey started with the war and what they had to survive while escaping, but when they settled this is where this routine started! A unique routine one might say, fuelled with everyday struggles! Going door to door asking for a meal, a heater, a blanket… some of these demands may have been provided but one thing always went missing, their basic human right! And those “refuge years” well it took its toll on them, I saw it in their eyes; how they knew that nothing will ever be the same. Through those 7 years they aged, but not the same way we did, their struggle of surviving should be multiplied by the “Refuge years “coefficient.

The children they have it different, they’re thirsty for life more than anything. The core of their being is a paradox itself, how a 10-year-old suffers from malnutrition but is so mature. A different taste of life that is! At any moment, they’re ready to let go of anything holding them back and adapt to the changes heading their way. You can clearly see the “Refuge years” effect.

And after all this has left them not with greed but with the wish for the simplest life. The “Refuge years” did not kill their ambitions but highlighted the price of survival.

I just wish that the world can see what’s going on and the struggles these refugees have. Because us, we aren’t enough, but hand in hand we can push and lobby and demand and shout and scream for a better future for the refugees! And hopefully together may WE all be united in happiness because EVERYBODY deserves a chance at this life.

 

Guy

Gli anni da rifugiato

Dalle tende, ai caravan, a delle casette costruite in modo umile abbiamo visto facce diverse, ascoltato storie diverse, ma la realtà che abbiamo percepito era identica. Non c’era la minima differenza.

In quei posti esiste una realtà fittizia che emerge e in cui queste persone vivono ogni giorno ma che noi potremmo non vedere o non percepire.

Questi sono gli “anni da rifugiato” in cui un uomo non vive come dovrebbe vivere ed un bimbo non cresce come dovrebbe crescere. Dove la loro esistenza è un’esistenza scossa e lasciata in questo stato.

Ai mei occhi era chiaro cosa gli “anni da rifugiato” hanno provocato e l’enorme segno che hanno lasciato.

Ho visto uomini e donne che hanno perso la loro capacità di giudizio e la speranza in un futuro sicuro. Il loro viaggio è iniziato con la guerra e con gli sforzi per sopravvivere mentre stavano fuggendo, ma una volta che si sono stabiliti è lì che è iniziata la routine.

Un’unica routine qualcuno potrebbe dire. Alimentata dalle difficoltà di ogni giorno!

Andare di porta in porta chiedendo del cibo, una stufetta, una coperta… alcune di queste richieste possono anche essere state soddisfatte, ma c’era sempre una cosa che mancava: il semplice fatto di essere riconosciuti come esseri umani!

Questi uomini hanno pagato il prezzo di questi “anni da rifugiato” e io l’ho visto nei loro occhi; nel modo in cui sapessero che nulla sarebbe stato come prima.

Durante questi sette anni sono invecchiati ma non allo stesso modo in cui noi invecchieremmo, la loro lotta per la sopravvivenza deve essere moltiplicata per il coefficiente degli “anni da rifugiato”.

Per i bambini è diverso, sono assetati di vita più di ogni altra cosa. Il punto centrale della loro esistenza è di per sé un paradosso: come può un bambino di dieci anni soffrire di malnutrizione ma allo stesso tempo essere così maturo? È sicuramente un altro modo di assaporare la vita!

In qualsiasi momento sono pronti a lasciar andare qualunque cosa li freni per adattarsi ai cambiamenti e per continuare sulla propria strada. Si può chiaramente vedere l’effetto degli “anni da rifugiato”.

E dopo che tutto ciò non ha lasciato in loro un senso di avarizia ma, bensì, il desiderio di una vita semplice, gli “anni da rifugiato” non hanno smorzato le loro ambizioni e hanno messo in risalto il prezzo della sopravvivenza.

Mi auguro solo che il mondo possa vedere ciò che sta succedendo e le difficoltà che questi rifugiati stanno vivendo. Perché noi, noi non siamo abbastanza, ma mano nella mano possiamo spingere, fare pressione, domandare, gridare e urlare per un futuro migliore per questi rifugiati! Spero che tutti NOI possiamo un giorno essere uniti in allegria, perché OGNUNO DI NOI merita una possibilità in questa vita!

 

Guy