Day 11 – 1, 2, 3 واحِد إثنان ثلاثة

Day 11 – 1, 2, 3 واحِد إثنان ثلاثة

Il sole tramonta dietro il Marco Polo mentre l’aereo decolla. Sorvolo la laguna pensando a tutte quelle volte in cui ho risposto di vivere “near Venice”. Chissà se anche in Giordania ne avrò l’occasione. Chiudo gli occhi e li riapro all’alba in un deserto tinto di luce rosa. Rotta verso sud, lungo la strada che collega Amman a Karak. Arriviamo in mattinata ad Ader e trascorriamo una giornata di riposo scandita dal richiamo del muezzin.

Sabato si comincia: viviamo le prime esperienze di incontro con la comunità locale. Io visito un asilo nel cuore di Karak e divento presto ostaggio di 60 bimbi scalmanati, ai quali so dire solo “Marhaba”. Riusciamo comunque ad intenderci alla grande. La preside mi racconta che questa summer school supportata da Caritas è rivolta a famiglie siriane con bimbi tra i 4 e i 5 anni. Nel pomeriggio vivo (con non poca trepidazione) la mia prima field visit. Alla periferia di Ader mi accoglie una famiglia fuggita da Damasco nel 2013. Ci offrono del tè e quando parlano della loro vita mi guardano sempre negli occhi, pur sapendo che non li capisco senza traduzione. Io faccio lo stesso con loro. Ci salutiamo con una foto e il padre mi abbraccia. La serata si conclude al campo base con il canto di Karem, seduti attorno al narghilè. Lo ascolto ad occhi chiusi mentre ripenso ai numeri in arabo imparati la mattina a scuola.

Domenica visitiamo l’antico castello crociato di Karak. La città di Karak mi piace. È disordinata, rumorosa, disperatamente viva sotto la polvere e la luce abbagliante del sole della Giordania. Sulla strada verso casa il pulmino si ferma in un punto apparentemente insignificante, sterza di lato e si arrampica lento e goffo sulla sabbia granulosa. Chiudiamo i finestrini perchè una nuvola di polvere ci avvolge, vediamo i granelli scivolare sui vetri come pioggia sottile. Ci fermiamo davanti ad un recinto di capre. In lontananza vediamo avanzare il gregge, guidato da una sottile figura scura, che trema nella polvere come una fiamma.

Il pastore non ci rivolge parole ma sguardi. Afferra una capra con mano esperta e paterna, ci insegna a mungerla e ci invita a provare. Tutto curriculum.

Passiamo la serata con le famiglie cristiane di Ader, ci offrono il dolce tipico giordano e si lanciano con noi in canti sconclusionati. Toto Cutugno eroe del Medio Oriente.

In questi primi giorni il nostro spirito d’adattamento incontra a metà strada un’accoglienza che mi stupisce. Ricevo un calore disarmante, gratuito, difficile da eguagliare. Ho pensato a lungo a questo viaggio prima di partire ma solo ora capisco quale sarà il mio obiettivo. Far sentire chi incontrerò come loro fanno sentire me.

 

Pietro e Costanza

[Qui, il VIDEO della giornata]