Day 9 – Speranza

Day 9 – Speranza

C’è una bellissima parola araba che ho imparato durante questa esperienza in Giordania e che ha scandito i pensieri e le riflessioni di questi ultimi giorni, arricchendo di senso gli incontri – quelli veri – con l’altro.

 

Questa parola è امل ‘amal, ovvero SPERANZA.

Quella speranza che pervade anima, cuore e mente e che a queste latitudini si è manifestata in più occasioni ed in numerosi gesti, canti, sguardi di persone che ci hanno dimostrato un’intensa sete del nostro saluto ed un’insaziabile voglie di relazioni umane.

 

امل come ASPETTATIVA.

Stanno pagando il prezzo più alto di anni di conflitti eppure le persone che abbiamo incontrato hanno il cuore acceso e ci hanno concesso la preziosa opportunità di ascoltare la loro storia e, attraversandola, scoprire una terra ed una popolazione diversa, nuovi modi di vivere.

Cosa si aspettano dal futuro? Pace, serenità, una terra in cui ripartire, un terreno sicuro ed opportunità per i loro figli. Capita che a raccontartelo siano un marito ed una moglie che fondono le loro voci in un unico racconto, che amplifica la loro speranza. Insieme l’orizzonte è più nitido ed un po’ più vicino.

 

امل come SOGNI IN QUANTITÀ.

Quelli dei tantissimi bambini incontrati: chissà cosa sognano davvero nella loro spontaneità disarmante.  Quelli di alcune giovanissime madri siriane incinta – a Zarqa come ad Al Mafraq -, sospese tra i resti di una felice vita che hanno perduto e l’attesa di una nuova esistenza. Quando nasce una nuova vita, nasce anche una nuova speranza.

Quelli di tanti genitori siriani ed iracheni: ricongiungersi con i propri cari, che la tragedia della guerra ha disperso, allontanando affetti e legami.

 

Resta la speranza, per loro, di un futuro migliore da riscrivere e la mia, che metto nella valigia, di un futuro che li veda di nuovo protagonisti delle proprie vite e nuovamente felici.

 

Nicola