Day 1 – Salam alaikum Giordania

Day 1 – Salam alaikum Giordania

Lunedì: si comincia l’immersione nelle attività che ci coinvolgeranno qui a Zarqa.

Durante la mattinata ci dividiamo in piccoli gruppi. Nei prossimi giorni ci daremo il turno nella partecipazione alle varie attività, tra cui ce n’è una un po’ speciale, a cui solo le ragazze possono partecipare.

Ci è bastato scendere le scale delle stanze in cui alloggiamo ed entrare in un’aula rivestita di cartelloni colorati, per scoprire che non è poi così necessario fare tanta strada per aprirsi ad altri mondi.

Veniamo accolte dalla maestra Nawwal, una ragazza di 23 anni che insegna inglese all’interno del progetto “Life skills” ospitato dalla parrocchia dei SS. Apostoli e che permette, durante l’estate, ad alcune studentesse siriane di seguire lezioni di inglese e di informatica.

Oggi impariamo i nomi dei materiali (oro, argento, lana, cuoio…): Nawwal scrive sulla lavagna in arabo la traduzione dei termini inglesi e noi spontaneamente ci facciamo alunne. Le ragazze ci guardano con curiosità, vivacità e dolcezza. Si crea l’occasione che si propongano loro stesse come nostre speciali insegnanti, prima timidamente poi con grande divertimento. E così si mettono a correggere la nostra scrittura, ad aiutarci ad impostare la pronuncia e, fiere delle loro capacità, scrivono i loro nomi sui nostri quaderni.

Non appena le ragazze vedono il pulmino che le riporterà a casa, ci salutano con un sorriso, invece Nawwal continua a nutrire la nostra curiosità. Si siede accanto a noi continuando a portarci alla scoperta di questa nuova lingua. È impressionante quanto Nawwal, mai uscita per ragioni di studio dalla Giordania, parli così fluentemente l’inglese e ci facciamo entusiasmare dalla sua passione per l’insegnamento.

L’arabo non è una lingua di facile apprendimento. Basta un “puntino” posto sopra o sotto un carattere per cambiare completamente il suono che produce. Da qui, ci viene da pensare che la complessità linguistica si accompagni anche alle difficoltà che talvolta incontriamo a capire la cultura araba. Nonostante ciò, la disponibilità di Nawwal ci conferma che un incontro è possibile e che anzi non può che arricchirci.

Il pomeriggio seguiamo il camp organizzato da Caritas in una scuola raggiungibile a piedi in pochi minuti dal nostro centro.

Durante il tragitto ci sentiamo scrutati: ora siamo noi gli stranieri. Ci colpisce il disordine del traffico, il fermento dei negozianti sui marciapiedi, ma appena ci addentriamo nella corte della struttura scolastica, si apre un mondo più accogliente.

Sono 120 i bambini siriani che la frequentano nei mesi estivi. L’obiettivo è quello di sostenere il loro apprendimento in vista di quando si troveranno fianco a fianco con i coetanei giordani. Oltre a questo fine scolastico, li si vuole educare con giochi e attività a tematiche legate alla pace e alla cooperazione.

Anche in questo caso abbiamo avuto occasione di riflettere su come, nonostante le diversità religiose e culturali presenti tra questi bambini, loro sappiano stare insieme con spensieratezza come se fossero tutti parte di una stessa famiglia.

Chiara, Anna e Cristina