Day 0 – Colori

Day 0 – Colori

Alle 4.00 del 27 luglio siamo arrivati ad Amman, tra sbadigli, valigie troppo pesanti e le prime risate. Dopo i controlli in aeroporto (ndr: l’autore di questo daytelling è stato fermato e continua a non capirne il motivo) siamo saliti sul pulmino che macinava chilometri verso la famosa Petra, tra il blu scuro della notte e il giallo dei lampioni.

Poco dopo l’alba si dispiegava agli occhi dei pochi ancora svegli.

Arrivati alla Città Rosa ci siamo inoltrati tra le sinuose forme rossastre fino ad arrivare al Tesoro.

Petra, con i suoi colori accesi, i suoi infiniti scalini e gli occhi penetranti dei beduini contornati di lucido kajal ci ha stregati.

Il rosso di quelle rocce ci ha guidato fino al deserto del Wadi Rum. Abbiamo inseguito, a bordo di sgangherate jeep, gli ultimi raggi del sole fino a vederlo scomparire lentamente tra le dune.

Stanchi ma felici dalle emozioni della giornata ci siamo diretti verso le tende del nostro amico Talat.

Dopo una veloce doccia ci siamo lanciati su un buffet a base di verdure, spezie e forse troppa carne.

La giornata ha saputo poi regalarci un’ultima emozione: l’eclissi ammirata distesi sulla sabbia e condita dai profumi del narghilè e del tipico thè alla menta.

Un’altra tappa obbligatoria del nostro viaggio in Giordania è stata il Mar Morto. Nonostante il caldo opprimente siamo subito corsi verso il mare e le sue acque ancora più calde.

Tra le foto di rito ci siamo divertiti a spalmarci fanghi su fanghi.

Il troppo sale del mare ci ha fatto scappare poco dopo in piscina, dove, nonostante la nostra squadra bizzarra, abbiamo stracciato a pallanuoto un gruppo di ragazzi del posto.

Affiatati e caricati dalla partita abbiamo passato la serata tra giochi di società, chiacchere e risate.

Dopo un weekend di puro svago è arrivato il momento di raggiungere la nostra vera destinazione: Zarqa.

Arrivati alla parrocchia che ci ospiterà nei prossimi giorni abbiamo conosciuto il parroco. Tempo di lasciare le valigie nelle nostre ampie camerate e subito abbiamo conosciuto i primi bambini.

È bastato un pallone e le nostre storpiate (e poche) parole di arabo per legare con i nostri nuovi amici.

Radunati sulla terrazza dell’oratorio dove con un colpo d’occhio vediamo stagliarsi insieme campanili e minareti, realizziamo che dalla mattina successiva finalmente inizierà la nostra esperienza con Non Dalla Guerra.

Laura e Davide