Siria del Nord – pt.6

Siria del Nord – pt.6

La forma di governo adottata dalla regione del Rojava (la Siria del Nord) si basa sulla teoria del Confederalismo Democratico, teorizzata dal leader storico curdo del PKK Abdullah Öcalan. Senza dilungarci troppo sul pensiero di Öcalan, si consideri che egli, influenzato dal municipalismo libertario di Bookchin, ha propugnato la creazione di una società democratico-ecologica che può realizzarsi solo rifiutando l’idea dello stato-nazione. Precisamente, Öcalan afferma che le basi per questa nuova forma di società vadano ricercate “non solo al di fuori della concezione di potere del sistema capitalista, ma al di fuori di qualsiasi potere statale classico, gerarchico”. In poche parole, dunque, la teoria del Confederalismo Democratico intende superare la forma dello stato-nazione in favore di comunità organizzate su un modello di democrazia diretta.

Poste queste premesse, la Siria del Nord sembra essere riuscita nell’intento di tradurre nei fatti quanto da Öcalan scritto e teorizzato. Che sia chiaro: non è la prima e non sarà l’ultima volta in cui si crea un tale rivoluzionario esperimento sociale – basti ricordare l’esperienza delle comunità indigene zapatiste dello stato del Chiapas in Messico. Quanto consolidatosi nel Rojava, però, non ha precedenti e sono in molti ad aver parlato della creazione di una “società utopica”. Vediamo il perchè.
La Siria del Nord si divide in tre cantoni autonomi, ciascuno con il proprio autogoverno: il cantone di Cizire, il cantone di Kobane ed il cantone di Efrin. L’ articolo 8 del Contratto Sociale afferma che “tutti i cantoni nelle Regioni Autonome si fondano sul principio dell’autogoverno locale. Possono eleggere liberamente i propri rappresentanti e i loro organi amministrativi, ed esercitare tutti i loro diritti in maniera coerente con gli articoli della Carta”.

La forma di governo democratico si basa su di un autogoverno decentralizzato, strutturato dal basso verso l’alto. La forma più “bassa” di autogoverno è la comune. Ogni cantone infatti si suddivide in innumerevoli comuni, che possono raggruppare da qualche decina a qualche centinaio di abitanti. La comune è la componente di base del confederalismo democratico e lo strumento che permette alla rivoluzione di organizzarsi capillarmente sul territorio e di garantire a tutte e tutti la partecipazione alla vita politica e sociale.

Le comuni sono gestite con un sistema di co-presidenza che mira a garantire non solo la parità di genere (un uomo ed una donna), ma anche che l’amministrazione sia il riflesso della diversità sociale. Ad esempio, in una zona di maggioranza araba o siriana, sarà necessario che uno dei due co-presidenti della comune sia arabo o siriano.
Chiunque, al di sopra dei 18 anni, può candidarsi per la presidenza. Una volta scelti i co-presidenti, essi ricevono una formazione teorica e pratica sul sistema del Confederalismo Democratico per ricoprire al meglio il loro incarico. I co-presidenti non ricevono alcuno stipendio (eventualmente avranno diritto a dei rimborsi), ma mantengono il proprio lavoro.
All’interno della comune vengono costituiti dei comitati legati alle necessità locali: il comitato delle donne, il comitato sanitario, il comitato per l’ economia, il comitato di difesa, il comitato per la pace ed i negoziati, il comitato per l’educazione etc. I portavoce dei comitati, insieme ai due co-presidenti, costituiscono l’organo di coordinamento della comune.

Le comuni sono il luogo dove si organizza la vita quotidiana, dove si risolvono i problemi a livello locale e dove si garantisce a tutti di partecipare alla risoluzione delle questioni e all’amministrazione. Le comuni organizzano anche la solidarietà sociale per le famiglie in difficoltà. In parole povere: la comune si occupa di tutte le decisioni che riguardano la società. La stessa parola curda “komun” si compone da “kom” che significa “società”.

Democrazia nel Rojava vuol dire che tutti i cittadini e le cittadine fanno parte della comune e che all’interno di questa non vi sono né partiti, né correnti ideologiche o religiose: le comuni accolgono ogni idea politica, ogni identità nazionale o religiosa, purché vi sia il rispetto del Contratto Sociale. Ogni individuo può partecipare alle assemblee, può fare domande, introdurre argomenti o questioni.

Al di sopra delle comuni vi sono ulteriori e “più allargati” organi: i co-presidenti delle comune si riuniscono nelle Assemblee di quartiere, vi sono poi le Assemblee della municipalità, le Assemblee provinciali, le Assemblee dell’intero cantone etc. Vi è però una grande differenza tra il confederalismo del Rojava e i “nostri” sistemi federali: nel Rojava la forma di autogoverno proviene dal basso e lì rimane! Quanto disposto a livello “superiore”, infatti, viene applicato nelle comuni se ed in quanto le assemblee composte dai cittadini sono d’accordo. Ciò significa che se un cantone dispone una certa regola, non è detto che poi tutte le comuni la applicano, bisogna vedere se ciascuna comune ritiene di volervi aderire o meno, nella piena libertà del processo democratico di ciascuna comune.

Il ruolo dei consigli di livello “superiore” alle comuni è dunque limitato al coordinamento tra la miriade di assemblee locali e delle comuni, ma il potere decisonario rimane totalmente decentralizzato e i processi decisionali rimangono all’interno delle comunità. Scrive Öcalan: “il confederalismo democratico è fondato sulla partecipazione della base. Il suo processo decisionale ha luogo nelle comunità. I livelli più alti servono solo come coordinazione e messa in pratica delle decisioni delle comunità che mandano i loro delegati alle assemblee. Per un tempo limitato essi sono al tempo stesso portavoce e istituzioni esecutive. In ogni caso, il potere decisionale fondamentale resta con le istituzioni alla base”. Le comuni, in sostanza, rimangono la base essenziale della democrazia diretta.

“Le comuni sono pensate ‘contro’ i consigli superiori: ne limitano il potere ed esercitano a loro volta un potere dal basso, che è predominante rispetto a quello dall’alto: questa è la differenza con il sistema statale”.

[Alcune pagine consigliate per seguire gli sviluppi sul campo:
• Binxêt – Sotto il confine
• The Region
• Associazione Ya Basta Êdî Bese]

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