Day 17 – Incontri

Day 17 – Incontri

Viaggiando si possono scoprire molte cose: nuove lingue, nuovi luoghi, nuovi cibi, usi e costumi. Durante questa esperienza in Giordania, a Madaba, anche se di arabo abbiamo imparato solo qualche parola, la cosa che abbiamo davvero scoperto è il senso, il significato più profondo, della parola condivisione.

Condivisione che abbiamo vissuto a 360° grazie ad incontri molto diversi tra loro ma tutti ugualmente importanti.

Uno di questi è stato senza dubbio quello con il presidente di Caritas Jordan. Un omone simpatico e sorridente, che parla bene l’italiano e che si è dimostrato disponibile ad incontrarci.

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Caritas Jordan è la più grande ONG presente nel medio oriente. Ci ha colpiti che il presidente di un’organizzazione così importante, che conta più di tremila volontari, ed ha centri in tutta la Giordania, trovi tempo da dedicare ad una trentina di ragazzi italiani. Caritas Jordan nasce cinquanta anni fa, da un sogno: la Pace.

Qui in Giordania, Caritas si occupa della registrazione di tutti i rifugiati siriani ed iracheni, trova loro un alloggio e se la famiglia è in difficoltà economiche, come nella maggior parte dei casi, paga l’affitto ed i generi di prima necessità e gestisce centri che danno la possibilità a molti rifugiati di lavorare (per esempio nella realizzazione di mosaici).

La presenza di Caritas in Giordania non è importante solo per rispondere alle esigenze materiali delle famiglie ma anche per portare amore e solidarietà alle tante persone che scappano dal loro Paese e arrivano in Giordania con pochi oggetti ma tanto dolore nel cuore. L’incontro e lo scambio sono le basi fondamentali per costruire la pace. Per questo, anche noi nel nostro piccolo, con questi pochi giorni che dedichiamo ad ascoltare storie e intrattenere bambini, sono importanti. Sono importanti perché costruiscono legami e relazioni tra persone molto diverse tra loro, andando oltre le diversità linguistiche e fisiche, le diversità di religione ed abitudini.

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Un altro bel momento di condivisione è stato il pomeriggio, quando in una scuola siriana, abbiamo potuto giocare con dei bambini che ci hanno subito meravigliato per la loro capacità e la loro voglia di farci sentire parte del gruppo e non stranieri, non estranei, dopo pochi minuti dal nostro arrivo infatti giocavano con noi come se fossimo loro amici da sempre. Questo pomeriggio di svago ha rappresentato in pieno lo spirito con cui abbiamo deciso di vivere quest’esperienza, lo spirito dell’incontro da cui le entrambe le parti possono imparare, prendere qualcosa da portarsi dentro. In poche ore questi bambini ci hanno fatto crescere, trasmettendoci attraverso i loro sguardi, tanta forza ma hanno fatto tornare un pò bambini anche noi grazie alla loro spensieratezza e alla semplicità nel divertirsi con quasi niente, una palla, un foglio, qualche colore.

Qui a Madaba però, oltre a bambini e a famiglie abbiamo incontrato anche dei compagni di viaggio con cui abbiamo condiviso e stiamo condividendo questa esperienza. Arrivata la sera, dopo la cena, abbiamo deciso di sederci in cerchio, per ricordare e riflettere sugli aspetti e i momenti che ci hanno maggiormente toccato. Qualcuno di noi ha citato la straordinaria accoglienza dimostrataci dai giordani, altri i sorrisi dei bambini, altri ancora la durezza sul volto di alcuni genitori, evidentemente segnati da tanti dolori. Questo momento di comunione ci ha permesso di fondere insieme le diverse esperienze e i contributi portati da ognuno per creare qualcosa di coeso, un’esperienza unica che ci lega tutti e ci ha fatto sentire non solo una famiglia ma una famiglia con grande forza, un po’ come quelle che abbiamo incontrato in questo viaggio.

“Le cose grandi non devono crescere, ma le cose buone devono crescere”.

Wael Suleiman, Presidente Caritas Jordan

Paolo e Camilla