Day 3 – Incontri

Day 3 – Incontri

Vocìo, colori mattutini e profumo di spezie sono ciò che ci sveglia all’inizio di questa giornata. Ci riuniamo al tavolo della colazione assaporando l’attesa di nuovi incontri. Sopraggiunge il pullmino giallo e noi siamo già lì con lo zaino in spalla pronti a partire. La città è in fermento: strade che si riempiono, odore di sabbia e la voce della preghiera musulmana attirano la nostra attenzione durante il tragitto verso la scuola dove svolgeremo attività con i bambini siriani.

Al nostro arrivo le maestre ci accolgono calorosamente. Il tè con la menta non può mancare e noi ci sentiamo subito parte dell’atmosfera.
I bambini ci guardano con curiosità, molti ci salutano e alcuni ci vengono incontro. C’è chi con un po’ di coraggio si fa avanti e chiede il nostro nome, c’è invece chi si nasconde dietro alla maestra e con uno sguardo timido ci scruta.

Suona la campanella e le maestre riuniscono tutti i bambini assieme. Dopo una breve presentazione, iniziano a cantare filastrocche in arabo imitando le maestre nei movimenti. Noi guardiamo con entusiasmo e ci uniamo a loro suscitando sorpresa e gioia. Quando le lezioni iniziano veniamo anche noi divisi nelle varie classi.

Dopo alcuni minuti ci chiamano per nome. Yazeed colora il suo aeroplanino di carta di blu e indica la mia maglietta per mostrare che il colore è lo stesso. Noor disegna un fiore e ce lo mostra con orgoglio.

Finalmente anche i più timidi si avvicinano al nostro tavolo e si aggiungono al gruppo. Facciamo dei braccialetti con cannucce e spago e subito i bambini ci fanno segno di aiutarli. Qui sembra non ci siano più limiti per comunicare: tra gesti, sorrisi e occhiate il legame che si viene a creare tra di noi va oltre le diversità linguistiche.

Salutandoci con un tè caldo, le maestre ci fanno sentire parte del loro progetto sull’educazione dei bambini siriani chiedendoci consigli su come poter migliorare le attività. Proprio per questo al ritorno all’alloggio non riusciamo a non essere sorpresi di come gesti così semplici possano rivelarsi così carichi di significato.

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Abbiamo condiviso lo stesso entusiasmo nello svolgere giochi pomeridiani insieme ai bambini giordani della parrocchia che ci ospita. Nonostante ci fossimo conosciuti solo un giorno prima, grazie alla spontaneità e alla semplicità dei loro gesti si è creato uno spirito di gruppo che ha fatto in modo che anche coloro che all’inizio erano restii a giocare si unissero al divertimento.

Giunta la sera con la pancia piena ci riuniamo sul tetto.

Cala la notte.

La giornata è ormai giunta al termine.

Pensieri, sguardi, incontri.

“Questa mattina ho conosciuto un gruppo di ragazzi italiani che mi hanno fatto giocare tanto. E’ stato divertente imparare come creare un aereo di carta. Da grande vorrei fare il pilota. Spero di rivederli domani. Shukran amici. “
Yazeed

Martina, Elisa e Marianna