Pasqua 2017 – Day 9

Pasqua 2017 – Day 9

È l’alba di un nuovo giorno in terra giordana: un sole caldo e luminoso splende sulla città di Amman, e mi risveglio dal torpore pronta a cominciare una nuova avventura. È il sabato santo, tempo di attesa, di silenzio e di speranza. Mi preparo a vivere momenti carichi di significato e di emozioni. Il pullman giallo mi attende per accompagnarmi tra le strade trafficate della città e tra i sentieri che si arrampicano sulle rocce del deserto, fino a giungere ai luoghi biblici che questa terra custodisce. Oggi, infatti, il mio tempo sarà dedicato a conoscere più da vicino i luoghi di cui parla il libro sacro e in particolare quelli in cui si è svolta la vita di Gesù, che in questo angolo di mondo ha camminato e ora ci invita a seguirlo, a mettere i piedi sulle sue orme. Durante il tragitto il mio sguardo si focalizza fuori dal finestrino: colline rocciose, deserto e sabbia, arbusti e roveti, orizzonti sconfinati e quel tipico paesaggio giordano che in questo viaggio ho imparato a conoscere, ma che continua, giorno dopo giorno, a stupirmi. Mi colpisce con la sua bellezza e le sue contraddizioni: aridità e calore, durezza e profondità, desolazione, immensità e accoglienza. Arrivo al fiume Giordano dove Gesù è stato battezzato da Giovanni Battista, e mi accingo a rievocare con i miei compagni di viaggio quello stesso gesto. Lasciatomi alle spalle quest’oasi di pace e serenità salgo poi sul monte Nebo, luogo in cui morì Mosè, e nella cappella prego per i sogni e le speranze miei e delle persone che ho incontrato e che incontrerò. Dal monte Nebo riparto, con il mitico pulmino giallo, alla volta di Madaba. Incontro Safean, profugo iracheno, ma prima di tutto amico di “Non Dalla Guerra”, e Abuna Wissam, e trascorriamo insieme piacevolmente un momento conviviale. Nel frattempo ci hanno raggiunti anche Chiara e Tommaso, arrivati direttamente dall’ospedale dopo una visita e qualche puntura per rimettere in sesto Chiara. Siamo una grande famiglia, ognuno con la sua personalità e la sua storia, ma uniti in una diversità che diventa una meravigliosa ricchezza. Il tempo vola, ci dobbiamo salutare perché la giornata è ancora lunga. Prossima tappa: arsenale dell’incontro del SERMIG. Chiara mi accoglie, mi racconta con voce dolce e piena di entusiasmo le attività di cui si occupa, manifesta soddisfazione quando parla dell’obiettivo raggiunto: essere un luogo d’incontro, scambio e di confronto, in cui ognuno possa sentirsi a casa ed essere aiutato a trovare il proprio posto nel mondo. È ormai sera, la parrocchia di Abuna Wissam ci attende per festeggiare la Pasqua. Arriviamo appena in tempo per la veglia pasquale, la celebrazione più solenne dell’anno. Prendiamo posto, e cominciano i canti. Si accendono le candele, illuminano la notte e ci ricordano che Gesù ha vinto la morte e ci ha aperto il passaggio a una vita nuova, rinnovata nello Spirito, rinata nella luce del Signore risorto. La messa è in arabo, i suoni ci sono estranei e i significati delle parole pronunciate ci sono oscuri, ma questo non ha importanza. Davanti all’altare ogni differenza si annulla e ogni distanza si accorcia, non contano la lingua o il colore della pelle: quando si parla il linguaggio del cuore ci si intende sempre a meraviglia.