Pasqua 2017 – Day 2

Pasqua 2017 – Day 2

Sono sveglia! Vedo la luce, ma non mi rendo bene conto di che ore sono. Il sonno sarebbe ancora tanto ho dormito solo tre ore, ma dobbiamo andare. Esco e scorgo quel che sarà il nostro mezzo, uno scuolabus giallo che si mette in cammino verso la nostra prima tappa. È Petra!

Fuori dalla quotidianità inizia la mia discesa, è bello per una volta non cominciare da una salita! Mi guardo attorno, ci sono così tante rocce, c’è così tanto rosso, il passaggio non è molto largo, dalla terra si alza una polverina fastidiosa che mi annebbia, guardo in alto per ritrovare me stessa nel contesto, poi vado avanti. Ad un certo punto davanti a me, il sole si fa più forte, scorgo altro, una folata mi spinge ed è lì, il primo luogo di rinascita che mi appresto ad ammirare e ad aspettare il momento giusto.
Non mi accorgo del tempo che passa, c’era così tanta vita e così tanto disordine. Creature che mi è raro immortalare. Sto ferma un pò e poi si riparte.
Se non ci fosse questa brezza il respiro sarebbe diverso. Una sosta comunque mi ci voleva proprio… peccato che mi aspettassi qualcosa di più sostanzioso.

Sono tornata nello scuolabus, e via verso casa. Finalmente mi sarei pulita. Comoda sul mio sedile stavo riflettendo sulla mia paura più grande: cosa può succedere l’attimo successivo?
Con la memoria stavo già a riposarmi, a ricaricare le mie batterie e invece vengo costretta a ottimizzare le mie energie. Debbo mangiare in mezzo al nulla apparente, in un contesto che però, nutre cuore e mente.
Arriviamo al caravan camp dove ceneremo questa sera. Un beduino mi viene incontro, mi incita e come se fosse alla partenza di una gara di formula uno parto insieme agli altri per arrampicarmi sulle dune. Sono emozionata dall’entusiasmo di godere di questo momento a fine giornata. Sprofondo sulla sabbia rossa, ma non mi importa perché mi sembra di entrare in contatto con essa. Sento la morbidezza sotto di me e anche se è faticoso vado avanti, a tratti corro per afferrare quella lingua di fiamme. Purtroppo non sono riuscita ad immortalare il tramonto. Amareggiata rotolo giù verso il camp. A consolarmi arriva veloce un the caldo arabo e un narghilè. Seguo il gruppo intorno al cerchio fatto con cuscini davanti al fuoco. La luna inizia a splendere e le chiacchiere a farsi più vive. Ci chiamano per cena e finalmente mi metto a tavola. Il cibo è un pò insolito per me, ma apprezziamo la cultura di questa terra. Con la digestione in atto e la memory piena, Giovanni ha un annuncio da fare: “Abbiamo un problema, l’autista non se la sente di accompagnarci a casa!”. Cade l’illusione di poter far ritorno ai nostri giacigli. Vado avanti ad ascoltare le informazioni logistiche. Dormiremo qui… e anche oggi ci laveremo domani!

Ma dallo sporco nascono i fiori; un futuro migliore è possibile con Non Dalla Guerra!
Ravvivo il narghilè e la notte riprende colore, la comunità si fa sempre più unita.
Scambio storie e sorrisi, il condividere sta diventando naturale.

Dopo poco mi corico nella tenda, pronta per imprimere nella memoria le tonalità di un nuovo giorno nel deserto…