@Storytelling2016 – Day 3

@Storytelling2016 – Day 3

Ormai abbiamo cominciato ad ambientarci. Per chi non aveva idea di come fosse vivere in Giordania, ciò sta iniziando a diventare sempre più chiaro. La bellezza di queste terre, la semplicità delle persone che le popolano, la cortesia disinteressata dei loro gesti, anche i più piccoli, hanno conquistato i nostri cuori.

La giornata di oggi c’ha permesso di iniziare ad entrare nel vivo di quello che sarà il nostro lavoro qui. Un lavoro di attenti osservatori, rispettosi e silenziosi, pronti però a farci regalare il più possibile dalle persone che abbiamo incontrato e che incontreremo.

Perché forse non esistono quelle barriere di silenzio, d’indifferenza, di ostilità che spesso costruiamo nelle nostre menti; è più semplice fermarsi all’apparenza, puntare il dito, esprimere giudizi senza sforzarsi di conoscere cosa sta dietro ad una richiesta d’aiuto, senza chiedersi perchè non sappiamo più dare ma soprattutto ricevere da chi abbiamo innanzi a noi.

E noi abbiamo ricevuto. Abbiamo ricevuto da Aisha, signora di una settantina d’anni che in pochi minuti ha invaso con la sua carica travolgente le stanze afose del centro “Caritas” di Madaba, lasciandoci qualche frammento della sua vita.

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Abbiamo ricevuto da Yasmin, bambina siriana di sei anni che nonostante l’assenza dei dentini aveva il sorriso più bello del mondo: un sorriso capace di farti comprendere quanto la vita possa essere davvero bella se non pretendi da lei qualcosa in cambio ma la prendi così, come viene, con l’entusiasmo e la carica di chi ne ha passate talmente tante che sa che il futuro non potrà che essere più bello.

Abbiamo ricevuto dal piccolo boss di Rjan, che rubava le matite a Sara e rovesciava i mattoncini Lego in testa a Massimiliano. Ma lo faceva sorridendo, con la voglia matta di dirti “ehi, io ci sono! Questa vita voglio viverla fino in fondo!”.

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La giornata volge al termine e noi abbiamo imparato qualcos’altro. Abbiamo imparato l’amore per la vita, che per esserci non ha bisogno di un’esistenza agiata o di relazioni con persone importanti, ma che richiede solo dedizione verso l’altro, richiede solo di essere umani. E forse noi spesso ci siamo dimenticati cosa significa: o meglio….. lo sappiamo, ma la frenesia del nostro vissuto ci impone alle volte ritmi tali da farcelo scordare. Aisha, Yasmin, Rjan e le decine di altre esistenze che si sono incrociate e si incroceranno con le nostre ci aiuteranno ad avere più memoria. Giorno dopo giorno.

Il sole tramonta. Fumiamo il narghilè e andiamo a dormire, curiosi di affrontare un nuovo giorno e nuovi frammenti di questo mondo che sta facendo crescere noi prima di tutti.

Massimiliano