@Storytelling Day 6 – Giordania 2015

@Storytelling Day 6 – Giordania 2015

Per i più coraggiosi sveglia alle 5 del mattino per andare a vedere l’alba nel Wadi Ram.
Cosa vuoi che sia scalare una montagna di roccia, senza un sentiero ben tracciato, col buio e soltanto la torcia dell’iphone?!
Il sesto giorno è una giornata di riprese e di spostamento; infatti dobbiamo tornare ad Amman perché abbiamo altri incontri da fare. Questo documentario ci sta aprendo molte porte e noi abbiamo il dovere di investire tutto il tempo che abbiamo (che è poco) nel miglior modo possibile.
Paesaggi fantastici e scorci incredibili sono un’ottima scusa per il nostro regista e il nostro cameraman per fermare il pulmino ogni dieci minuti. Ed è così che il viaggio che sarebbe dovuto durare cinque orette durerà tutto il giorno.
Come avrete certamente capito dalle foto abbiamo fatto tappa a Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno.


 


Basta spostarsi di pochi chilometri dal confine siriano per vedere come si senta meno l’effetto della guerra. Ad esempio da nord a sud nei luoghi turistici della Giordania (Petra, Mar Morto, fiume Giordano) questo è ancora più accentuato.
La città di Petra è un posto incredibile, sicuramente da andare a vedere di persona per rimanere increduli davanti alla capacità dell’uomo nel costruire sulla e nella pietra.


 

movie


Anche questo fa parte della Giordania, paese di contraddizioni.
Pensare che da Mafraq si sentivano le bombe che esplodevano in Siria; che sempre a Mafraq i rifugiati siriani sono più preoccupati per gli affitti delle case che per il bisogno di trovare cibo. Perché anche se i voucher dell’UNHCR sono già finiti da tre settimane, loro preferiscono avere un tetto sotto cui dormire e quattro muri con cui proteggere i propri figli.
Scrivere queste cose ti rende strano. Sono cose così impensabili finché non si viene a contatto con queste realtà.
Persone che scappano dalla guerra, che sognano un futuro migliore e che allo stesso tempo se lo vedono negato.

#Jordan2015 #NonDallaGuerra