ISRAELE E PALESTINA: E’ TEMPO DI GIUSTIZIA.

ISRAELE E PALESTINA: E’ TEMPO DI GIUSTIZIA.

Questo 2015 ha già iniziato a sorprenderci. L’attentato a Parigi, purtroppo, ma non solo. C’è anche un altro importante fatto da menzionare.
Nei primi giorni di Gennaio la Palestina ha aderito allo Statuto di Roma, entrando così a far parte dell’ International Criminal Court. Questo Tribunale Internazionale è indipendente, sia rispetto agli Stati membri, ad oggi 123, sia rispetto all’Onu. La sua competenza è limitata ai crimini più seri che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, cioè il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra. Nel futuro probabilmente sarà incluso anche il crimine di aggressione.
La Corte ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire solo se e quando gli Stati non vogliono o non possono agire per punire suddetti crimini.
Ma procediamo con ordine. Ci sono alcuni passaggi da evidenziare in questa vicenda.
– Nel 2012 l’Assemblea Generale Onu accolse la richiesta di Mahmoud Abbas e conferì alla Palestina lo status di “osservatore non membro” dell’ Onu. La Corte Penale immediatamente si impegnò a precisare che il riconoscimento di “osservatore” non rendeva invalida un’eventuale adesione allo Statuto di Roma.
– Un secondo importante momento risale allo scorso 30 Dicembre, quando il Consiglio di Sicurezza respinse la Risoluzione che avrebbe determinato lo stabilimento dello Stato Palestinese nelle terre occupate da Israele con un tempo di scadenza triennale. Probabilmente come reazione a questo avvenimento, il Presidente Palestinese Mahmoud Abbas, appena qualche giorno dopo, il 2 gennaio, firmò i documenti necessari per aderire alla Corte.
– Infine, il 7 gennaio, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha confermato che dall’inizio di aprile la Palestina entrerà a far parte della Corte Penale Internazionale.
Insieme ai documenti per l’adesione, è stato poi inoltrato al Registry un documento nel quale la Palestina precisa di accettare la giurisdizione della Corte dal 13 giugno 2014. Questa data non è irrilevante. Probabilmente il primo caso che verrà presentato all’ICC sarà proprio per i crimini commessi durante l’estate del 2014, inclusa la guerra a Gaza.
Shawan Jabarin, direttore del gruppo di diritti al-Haq, con sede a Ramallah, ha affermato che la Palestina ha deciso di denunciare le azioni di Israele nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, a partire dal 13 luglio del 2014. Il capo negoziatore palestinese, Saeb Erakat, ha confermato che Gaza sarà uno dei casi riportati alla Corte. “I fascicoli principali saranno l’aggressione contro Gaza e la colonizzazione, dato che questo è un crimine continuo“ ha affermato Erakat domenica 4 gennaio.

Fino ad oggi né la Palestina, né Israele erano Stati membri della Corte, che quindi non aveva giurisdizione per perseguire i crimini -soprattutto war crimes- avvenuti nei due paesi. Ora invece la Palestina potrà denunciare al tribunale quelli che ritiene essere i crimini di guerra avvenuti sul suo territorio. La Corte, se ritiene, potrà anche agire di sua iniziativa tramite l’Office of the Prosecutor. Non dimentichiamo comunque che lo stesso Stato potrà essere sanzionato per i crimini di guerra di cui dovesse essere ritenuto responsabile.
Considerando il conflitto tra i due paesi, in caso di condanna di uno o più cittadini israeliani, questi ultimi rischieranno l’arresto non appena si troveranno a viaggiare in paesi che aderiscono all’ ICC.
Israele ha reagito molto duramente a questa adesione, decidendo di bloccare il trasferimento di 127 milioni di dollari all’Autorità Nazionale Palestinese: si trattava di imposte e tasse raccolte dal governo israeliano in Cisgiordania e destinate, secondo gli accordi di Oslo del 1993, all’ANP.
Va anche ricordato che in Israele tra pochi mesi ci saranno le elezioni. Questa vicenda, e il modo in cui verrà gestita, sarà sicuramente influente sull’esito del voto.
Anche gli Stati Uniti si sono opposti con fermezza e difatti hanno già minacciato di tagliare 400 milioni di dollari di aiuti all’Autorità palestinese se la loro richiesta non verrà ritirata.

La questione di sicuro non finisce qui. Le conseguenze che avrà questa recente adesione dello Stato palestinese all’ ICC saranno colossali.

Il conflitto tra Israele e Palestina continua da troppi anni, tra gli interessi economici e politici delle grandi potenze mondiali e l’indifferenza di buona parte della popolazione. Le immagini degli attentati a scuole e ospedali di entrambe le parti hanno fatto il giro del mondo. Le foto dei bambini di Gaza senza un futuro, con il visino straziato da un dolore perenne e una luce dura negli occhi, sono arrivate ovunque. Il muro di confine, con i suo graffiti colorati e i soldati ai punti di check-in, è ormai diventato il simbolo per eccellenza della segregazione e dell’ inumanità. Le bandiere dei due paesi sono da troppo tempo intinte nel sangue.
Questi sono giorni di svolta. Nella mia grande ammirazione per il lavoro che fa la Corte, questi sono anche giorni di speranza. Dal 1° Aprile si aprirà un nuovo capitolo, al di fuori dei meccanismi di diplomazia e di interesse che imbrigliano i paesi e l’Onu. Un capitolo di sola legalità e giustizia. Un capitolo che certamente aprirà ad una strada molto ripida, in salita, accidentata e pericolante. Questo sentiero però esige di essere percorso, perché nessuno di noi è innocente davanti alle vittime di questa crudele guerra. Crediamoci, crediamoci sempre e fino in fondo nella pace che ogni essere umano merita.. ora è tempo di conquistarla.