LA GUERRA E’ INUTILE

LA GUERRA E’ INUTILE

Intervento di Abuna Raed, presidente della Caritas Gerusalemme

La Caritas a Gerusalemme è nata nel 1967 dalle esigenze dei Palestinesi dopo la guerra dei 51 giorni a causa dei danni provocati: 15000 case distrutte e 30000 inagibili, 150000 persone senza casa! La Caritas è intervenuta garantendo un percorso scolastico a 3000 profughi con 5 scuole a Gaza, cibo a 2000 persone, prestito di denaro e interventi medici.

“non c’è soluzione militare al conflitto” dice Raed facendo un breve excursus storico dal 1947 ad oggi nei territori israelo/palestinesi. La storia ci ha insegnato a vedere come i numerosi interventi militari iniziati dagli israeliani non hanno assolutamente prodotto gli effetti desiderati, pensavano che con le armi potessero conquistare e regnare nella terra che tanto desiderano. La repressione esercitata dal governo israeliano sul popolo Palestinese è stata, ed è tutt’ora un qualcosa di sconvolgente, considerando soprattutto i celebri “coloni” ossia famiglie pagate della stato di israele per colonizzare i territori palestinesi, tutto questo senza alcun tipo di diritto, senza alcun tipo di scrupolo. Intere famiglie sfrattate o uccise per impossessarsi di case, vie, quartieri, paesi, città ecc. la colonizzazione e il graduale ampiamento dei territori occupati non sono di certo avvenuti dopo trattazioni diplomatiche tra le parti ma da un arbitrario volere di uno stato su un altro (egemonia? Dittatura?). “Dobbiamo aspettarci un’altra guerra”.

palestina-israele

Raed, poi, si è concentrato sulla recente guerra a Gaza riportando la voce di chi non può in alcun modo dire ciò che pensa: chiedono sostanzialmente 5 cose:

  1. FINE OCCUPAZIONE
  2. aprire i passaggi e liberare i prigionieri politici
  3. la possibilità di avere un porto ed un aeroporto
  4. no al blocco sulla striscia (dal 2006 gli          abitanti di Gaza non possono né uscire né entrare.
  5. far entrare gli aiuti umanitari: ci vorranno 5 anni per ricostruire Gaza; 5 miliardi ( di cui solamente 1 milardo da Europa ed America); ci sono 11000 feriti, 3000 disabili, 1000 persone con protesi e 2200 morti

“i cristiani non sono minacciati” continua Read sfatando diversi miti che noi occidentali usiamo spesso per accanirci contro i musulmani e/o Palestinesi, “ vanno via solo per problemi economici, lavoro e libertà” e ricorda che dire Palestinesi è dire anche Cristiani!

Quante volte abbiamo detto o sentito che i cristiani sono perseguitati, che i musulmani sono terroristi, che gli ebrei infondo hanno solo risposto ad Hamas? Quante volte esponenti politici come Salvini, Calderoli, La Russa ecc hanno usato queste menzogne per la propria carriera politica? Evidentemente facevano meglio a venire all’incontro con Raed per avere alcune delucidazioni su un qualcosa di cui sono completamente ignoranti!

Ad un certo punto Raed quasi urla “non abbiate paura per noi” arrabbiandosi con gli stessi cristiani e spingendoli a non badare alla quantità di fedeli in Terra Santa ma alla qualità: “NOI siamo il 5° Vangelo, la Terra Santa il 6°, Gerusalemme riporta il retaggio di tutta l’umanità, è la casa del mondo e di Dio. Voglio un milione di pellegrini all’anno”.

Parlando sempre dei cristiani in Terra Santa Raed ci invita alla solidarietà espressa non nel dare soldi ai cristiani ma di fare 2 cose: 1. Pregare per la Pace a Gerusalemme che possa essere il Paradiso in terra

  1. dire la verità: la chiesa non può tacere, i cristiani non possono ignorare ciò che realmente succede, hanno predicato amore e dialogo e hanno fatto tutte le guerre del mondo. La Chiesa ( che siamo tutti) deve prendere una posizione nelle cose, deve schierarsi (termine che ci risulta un tabù ma che è oltremodo necessario), verità vuol dire essere ponte, non tacere di fronte a muri!

“il conflitto è prodotto dall’Europa e deve fare qualcosa, non dare soldi agli israeliani e Palestinesi, non lasciare sola l’America ( che dà il diritto agli ebrei di esistere e ai Palestinesi di desistere). Le soluzioni che prendo in considerazione sono 2, la prima impossibile e l’altra inaccettabile:

  1. A) Due stati due popoli? Non funziona, è un’illusione

Ci sono 350 insediamenti e 650.000 coloni… come farli andare via?

  1. B) Il muro! Non salva, non protegge, ma separa, divide e aiuta la colonizzazione e il predominio israeliano
  2. soluzione creativa. Vivere in uno stato democratico e laico, lo chiamerei Canaan. Il conflitto è per                             colpa di Abramo e la soluzione è Abramo, dobbiamo renderci conto che Gerusalemme e la nostra fede è come nostra madre: non si può dividerla a pezzi. Noi non vogliamo la luna, vogliamo sono uno stato indipendente ma anche i più pacifisti tra i pacifisti non accetterebbero mai perché vogliono uno stato ebraico e hanno paura della crescita demografica”.

Nella conclusione dell’intervento il presidente della caritas gerusalemme dice di avere un sogno: “ ci sarà una tavola di pace tra i popoli ma non sarà presto, noi siamo pronti perché abbiamo perso tutto e, dunque, non abbiamo niente da perdere… il primo giorno di pace sarà quando tutto il mondo parlerà di Gerusalemme come la città di Dio, non come la sua città!

Per ora ci sono 516 posti di blocco o altrimenti chiamati luoghi di umiliazione e sopraffazione, 5000 tonnellate di esplosivi ( quantità pari a 6 bome atomiche) e l’america che da 1’800’000’000 di dollari ad israele.. per ora siamo in pieno inverno arabo, non primavera!